
“LA DOPPIA ASSENZA. RIVERBERI ARTISTICI ED EFFETTI A LUNGO RAGGIO DELL’ARTE IN ESILIO”
ESPOSIZIONE COLLETTIVA INTERNAZIONALE D’ARTE
di A2030 Social Innovation Designers esposta c/o EMERGENCY Giudecca 212 in occasione del Festival delle arti di Giudecca e Sacca Fisola.
Nel titolo di questa esposizione il richiamo esplicito al saggio del sociologo e filosofo algerino Abdelmalek Sayad, intende mettere a fuoco un tema chiave della migrazione, a partire dalle dinamiche identitarie e di appartenenza che coinvolgono le persone migranti. La doppia assenza si inserisce in uno scenario conflittuale tra società ricche e società povere e rappresenta lo stato d’animo sperimentato da chi si trova a cavallo fra le due: “fuori luogo” e prigioniero del paradosso che vede il migrante assente dalla propria patria e al contempo escluso e invisibile nella cosiddetta “società d’accoglienza”.
Questa duplice mancanza delinea un sentimento non estraneo, tuttavia, a soggetti che risultano “assenti,” sebbene non si siano mossi fisicamente dal proprio luogo d’origine. Il senso di potente sradicamento e spaesamento può intervenire infatti anche in chi attraversi una transizione interiore molto forte, o ancora in chi non si percepisca come parte di un luogo identitario preciso.
È in questa terra di mezzo che sorge il fil rouge di questa mostra, in cui la doppia assenza è tutt’altro che sinonimo di resa e rassegnazione di fronte alle sfide dei tempi attuali. L’arte diviene strumento attraverso cui riappropriarsi degli spazi negati e dare una nuova narrazione con cui leggere la condizione di donna.
Le opere in mostra evidenziano come la potenza del ricordo, dell’esilio, del dolore e della perdita si traducano in risposte agentive altrettanto potenti, espressioni tanto generate quanto generative. Come suggerito dal Festival delle Arti 2023, i riverberi di questi contrasti fra luci e ombre, negativi e positivi, rimandano a una suggestiva propagazione di luci e suoni apparentemente involontaria. Eppure, spontanei ma tutt’altro che fortuiti, i riverberi che le opere in mostra vogliono tratteggiare sono sintomo di vita nella desolazione, come vivide luci lontane riconducono le navi al porto sicuro dopo la tempesta.

Le protagoniste di “la doppia assenza” sono artiste con ascendenti e/o discendenti in diversi Paesi. Nelle loro narrazioni i fili della memoria della terra natìa si intrecciano a elementi nuovi, tecnologie ipermoderne e inediti punti d’osservazione. La sapienza compositiva è sempre accompagnata da una forza e un’agency che nella poetica di questo gruppo di artiste emerge come elemento generatore e rigeneratore.
La parete principale dell’esposizione è dedicata a un progetto di auto-imprenditorialità e self-branding per l’empowerment femminile, sviluppato dalla associazione A2030 Social Innovation Designers per il centro Oltre le Nuvole e la Casa Famiglia San Pio X, grazie al supporto della Fondazione The Human Safety Net e del premio Social Start, annualmente promosso da Banca della Marca Credito Cooperativo per promuovere il Terzo Settore e l’inclusione sociale.

La mostra è stata concepita con esposizione collettiva per la XIV edizione del Festival delle Arti di Giudecca e Sacca Fisola, manifestazione no-profit e autogestita per promuovere l’arte libera.
L’ingresso e la partecipazione a tutti gli eventi sono liberi e gratuiti.
Ogni anno il Festival aggiunge un nuovo sottotitolo, affrontando una tematica che diventa un pretesto per confrontarsi, uno spunto per gli artisti e per la veste grafica.
Il sottotitolo del 2023 è, appunto, SPLAH! Propagazioni a lungo raggio.
mira a indagare le ripercussioni dell’atto artistico: riverberi, echi e propagazioni derivanti dal gesto creativo.
Un’azione o un’intuizione d’artista possono generarsi in un batter d’occhio e avere un effetto a lungo termine sull’ambiente e la comunità che li circonda.
Gli artisti e le loro opere sono intesi come corpi dinamici in grado di trasformare positivamente il contesto che li accoglie, grazie alla capacità di rompere, poeticamente o violentemente, una condizione esistente, con eruzioni spumeggianti, onde, cerchi concentrici, come può fare una singola goccia in uno specchio d’acqua.
Anche i gesti e le azioni quotidiane di ciascuno di noi, talvolta inconsapevoli o impercettibili nell’immediato, influenzano il nostro contesto con effetti visibili anche dopo molto tempo.
Irrompendo nella quotidianità, l’arte lascia spazio all’inatteso e crea possibilità di incontro, scambio e conoscenza.
Il Festival quest’anno rivolge ad artisti e spettatori un invito generativo alla trasformazione e alla risonanza, esortando a prestare attenzione agli effetti a lungo raggio.
Il percorso espositivo
Durante la selezione degli artisti e delle loro specifiche opere, così come durante lo studio del percorso espositivo reso fruibile dall’allestimento, ho voluto portare avanti le battaglie legate ai temi a noi più cari: la tutela e la promozione dei diritti, il diritto alla autodeterminazione, la agentività dei soggetti migranti e il loro diritto alla parola, la imprenditoria sociale migrante come occasione di riscatto, il tema dello sradicamento e della mancata tutela delle secondo generazioni, la promozione dell’ empowerment femminile, la promozione di una cultura di pace contro la guerra.
Francesca Grisot PhD- Presidente A2030 Social Innovation Designers
